Il loro tempo è scaduto il 16 marzo, a trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto anticrisi. Eppure, dei due decreti che avrebbero dovuto completare la disciplina del 55 per cento manca ancora qualsiasi traccia.
E per metterci una toppa, già si comincia a esercitare l'arte tutta italiana della proroga.
Ma andiamo per gradi. Il decreto 185/2008, convertito a fine gennaio, include tra i suoi interventi la contestata revisione del 55 per cento. Per le spese sostenute nei periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2008, i contribuenti - dice la legge - dovranno inviare una comunicazione all'agenzia delle Entrate secondo le modalità previste dalla stessa Agenzia con apposito provvedimento. Da emanare entro trenta giorni dopo l'entrata in vigore della legge di conversione.
Il decreto conterrà il modulo elettronico attraverso il quale chiedere il beneficio.
A pochi giorni dalla scadenza dei termini comincia a salire la preoccupazione delle imprese: il decreto non arriva e aumenta il timore di trovarsi di fronte l'ennesimo vuoto normativo. Si muove allora l' Uncsaal, che riunisce i serramentisti, e scrive al direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera e a Luigi Casero, sottosegretario del ministero dell'Economia. Ministero che risulta a sua volta inadempiente: manca all'appello anche un suo provvedimento di semplificazione del 55 per cento, promesso dall'anticrisi entro lo stesso termine dell'altro.
Il direttore Befera prende carta e penna e scrive una lettera di risposta all'Uncsaal, datata 13 marzo.
«Il provvedimento che disciplinerà il contenuto della comunicazione», scrive, è in «fase di ultimazione».
Intanto - risponde alle preoccupazioni - sono richiesti «gli stessi adempimenti previsti anteriormente all'entrata in vigore del decreto anti-crisi». Viene così prorogata la vecchia disciplina e nasce una imprevista fase transitoria. Che durerà fino a data da destinarsi.
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